Cos'è il CBG (cannabigerolo)?

Anooradha Raman UnniAggiornato:

In breve:

Il CBG è un fitocannabinoide non psicoattivo, precursore di THC e CBD e per questo detto “cannabinoide madre”. Presente in basse concentrazioni nella canapa, è costoso da estrarre. Agisce sul sistema endocannabinoide modulando anandamide e GABA e, secondo studi preclinici, potrebbe avere effetti miorilassanti, analgesici, antinfiammatori, antibatterici e neuroprotettivi. Sono disponibili oli e cristalli di CBG, spesso combinati con CBD per il possibile effetto entourage. Tuttavia le prove sull’uomo sono ancora limitate: servono studi clinici solidi e il CBG non deve sostituire le terapie mediche prescritte.

Il cannabigerolo o CBG è un fitocannabinoide non psicoattivo naturalmente presente in piccole quantità nella pianta di canapa. Ma nello specifico cos’è il CBG? Scopriamolo insieme, partendo dal suo ruolo unico tra i cannabinoidi e dal perché suscita sempre più interesse nella ricerca scientifica (1).

Chi conosce un minimo la cannabis sa che contiene oltre cento molecole, ognuna delle quali ha specifiche proprietà, molte delle quali necessitano ancora di studi approfonditi. I composti, però, che sono ben conosciuti e studiati sono il Cannabidiolo (CBD) non psicoattivo, il Tetraidrocannabinolo (THC) e, recentemente, agli onori della ribalta proprio il Cannabigerolo (CBG). Quest’ultimo sembra poter avere un notevole potenziale terapeutico, specialmente in ambito infiammatorio e neurologico (2).

Il CBG viene oggi studiato sia come molecola singola sia in combinazione con altri fitocannabinoidi, per capire come possa contribuire all’effetto entourage, cioè quella sinergia tra diversi componenti della pianta che potrebbe amplificarne i benefici percepiti (3). Questo rende il CBG interessante non solo per chi utilizza cannabis a scopo medico, ma anche per chi cerca prodotti di benessere a base di canapa.

Un altro aspetto rilevante è che, a differenza del THC, il CBG non è psicoattivo: non altera la percezione né provoca “sballo”. Per molte persone questo rappresenta un vantaggio, perché permette di sperimentare potenziali benefici senza effetti psicoattivi indesiderati. Per questo motivo il CBG viene spesso paragonato al CBD, con cui condivide diversi possibili ambiti di utilizzo, pur differenziandosi per alcune funzioni specifiche (4).

Negli ultimi anni, con la diffusione dei prodotti a base di CBD, anche il CBG ha iniziato a comparire sempre più spesso in oli, estratti e formulazioni combinate. Tuttavia, conoscere le differenze tra questi due cannabinoidi è fondamentale per scegliere consapevolmente il prodotto più adatto alle proprie esigenze.

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CBG il cannabinoide madre

Il CBG, scoperto per la prima volta nel 1964 dallo scienziato Y. Gaoni, deriva dall’acido cannabigerolico (CBGA), che è il primo cannabinoide prodotto nella pianta di canapa (5). Da questo acido, attraverso un processo enzimatico, si formano i tre principali acidi che si trovano nella pianta, ovvero: THCA, CBDA e CBCA. Da questi, tramite decarbossilazione, si ottengono poi THC, CBD e CBC. Dunque, ecco perché il CBG viene definito la “madre di tutti i cannabinoidi”.

Ad oggi gli studi sul CBG sono ancora relativamente pochi rispetto a quelli su THC e CBD, ma l’interesse della comunità scientifica è in forte crescita. Uno dei motivi per cui si sa ancora poco e pochi sono i prodotti con CBG è che il composto è presente solo in piccole percentuali nelle piante di cannabis, quindi estrarlo diventa complicato e comporta un costo non indifferente, sia in termini di materia prima sia di tecnologia necessaria (6).

In ogni caso è stato rilevato che il CBG è presente in particolari concentrazioni in alcuni tipi di Cannabis Sativa L., in particolare nelle varietà più fibrose che solitamente sono povere di THC e hanno invece maggior concentrazioni di altri cannabinoidi non psicoattivi.

📋 In breve

Il CBG nasce dal CBGA, il primo cannabinoide prodotto dalla pianta, da cui derivano anche THC e CBD: per questo è chiamato “cannabinoide madre”, pur essendo presente solo in piccole quantità.

CBG e CBD: differenze tra i due cannabinoidi

CBD e CBG sono due cannabinoidi presenti in quantità differenti nella pianta di canapa e sono composti diversi tra loro. Il CBD è generalmente presente in concentrazioni maggiori nelle varietà di canapa industriale, mentre il CBG si trova di norma in tracce, a meno che la pianta non sia stata selezionata appositamente per contenerne di più.

Il Cannabigerolo (CBG), come abbiamo visto, è una sorta di madre per gli altri cannabinoidi, quindi la sostanziale differenza è proprio questa: è un cannabinoide da cui, in parte, derivano gli altri. Questo spiega anche perché CBG e CBD hanno caratteristiche simili quando si parla di alcuni effetti: infatti entrambi sembrano essere un valido aiuto contro il dolore e l’infiammazione, secondo i primi studi condotti su modelli animali e in vitro (2)(7).

Il CBG, però, appare potenzialmente ancora più interessante del CBD per quanto riguarda il rilassamento dei muscoli e il supporto al tono muscolare, e sembra dare maggior sollievo alle contrazioni muscolari e ad alcuni disturbi legati alla spasticità, sempre sulla base di dati preliminari (7).

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Come agisce il CBG nel nostro corpo?

Nel nostro corpo sono presenti degli endocannabinoidi (particolari lipidi bioattivi) che interagiscono, attraverso il sistema endocannabinoide, con i recettori CB1 e CB2. Uno di questi endocannabinoidi è l’anandamide e sembra che il CBG, in particolare, possa modulare la produzione e la degradazione di questo specifico lipide, influenzandone così la disponibilità nel sistema nervoso e in altri tessuti (8).

Ma perché è un particolare importante?

Perché l’anandamide, tra le altre cose, svolge un’azione regolatrice del sonno, dell’appetito e della memoria, e agisce direttamente sui recettori CB1 e CB2. In particolare le ultime ricerche sembrano confermare che l’anandamide si leghi principalmente ai recettori CB1 e agisca come possibile modulatore della proliferazione cellulare che si verifica nell’organismo in presenza di alcune patologie aggressive (9). Se quindi si riuscisse a far produrre al corpo una maggiore quantità di questo endocannabinoide, o a impedirne una degradazione troppo rapida, potrebbe essere un potenziale aiuto nel contrastare alcune malattie, almeno in linea teorica.

La dottoressa Bonni Goldstein, un medico specializzato in cannabis medicinale, sostiene che il CBG può inibire la neurotrasmissione del GABA nel cervello, e influenzare così la percezione del dolore, lo stato infiammatorio e favorire il rilassamento muscolare tra i maggiori effetti del CBG (10). Questo potrebbe spiegare perché molte persone riferiscono una sensazione di calma muscolare e di distensione generale quando utilizzano prodotti contenenti CBG, soprattutto in combinazione con il CBD.

📋 In breve

Il CBG interagisce con il sistema endocannabinoide modulando anandamide e GABA: in questo modo potrebbe influire su dolore, infiammazione, sonno, appetito e rilassamento muscolare.

Perché il CBG è costoso?

Le varietà commerciali di canapa sono tra le piante di canapa con maggiore predominanza di CBGA, ma il passaggio da CBGA a CBG libero è comunque limitato: la pianta, con la maturazione, converte gran parte del CBGA in altri cannabinoidi come CBD e THC.

L’estrazione e l’isolamento del cannabigerolo dalla pianta di cannabis è quindi un processo costoso, anche perché il CBG contenuto nella maggior parte delle varietà di cannabis risulta comunque inferiore al 2%. Questo implica che, per isolare ed estrarre una piccola quantità di cannabigerolo, bisogna avere un grande quantitativo di fiori maturi. È uno dei motivi per cui i coltivatori di cannabis si sono maggiormente concentrati sui più famosi CBD e THC, che risultano molto più abbondanti e quindi economicamente più vantaggiosi da produrre (6).

Inoltre questo composto necessita di un’attrezzatura specifica e con alti costi per l’estrazione e la purificazione, soprattutto se si desidera ottenere CBG isolato con elevati standard di purezza. Ecco perché i prodotti a base di cannabigerolo hanno costi maggiori e si trovano con meno frequenza negli store rispetto ai prodotti con solo CBD.

📋 In breve

Il CBG costa di più perché è naturalmente presente in basse percentuali nelle piante e richiede molta materia prima e tecnologie di estrazione avanzate per essere isolato.

Potenzialità del CBG e i suoi effetti

Già in passato sono stati condotti alcuni studi che hanno portato a evidenziare come il CBG possa avere effetti miorilassanti, ovvero proprietà muscolo-rilassanti, effetti analgesici e potenziali effetti antinfiammatori (7). In altre parole, potrebbe essere utile come supporto in caso di tensioni muscolari, stati dolorosi e condizioni caratterizzate da infiammazione.

Come vedremo nel paragrafo successivo, una ricerca recente ha sottolineato le proprietà antibatteriche che potrebbe avere il CBG e quindi la sua potenziale importanza nel contrastare le infezioni batteriche, soprattutto quelle sostenute da ceppi resistenti agli antibiotici tradizionali.

Sempre recentemente, uno studio realizzato dai ricercatori dell’Università di Napoli ha evidenziato gli effetti positivi che il CBG potrebbe avere nel contrastare le patologie relative a infiammazioni dell’intestino, come i modelli sperimentali di colite. Questo conferma l’interesse verso il CBG come possibile molecola di supporto nelle malattie infiammatorie intestinali, almeno su modelli animali (11).

È indispensabile menzionare che gli studi clinici o le ricerche basate sull’evidenza in questo settore sono piuttosto lenti rispetto alla velocità con cui la tecnologia avanza e il mercato propone nuovi prodotti. Ciò è dovuto alla complessità della ricerca farmacologica, alla necessità di studi controllati sull’uomo e alle normative ancora restrittive in molti Paesi (1)(2).

📋 In breve

Le ricerche preliminari indicano che il CBG potrebbe avere effetti miorilassanti, analgesici, antinfiammatori e antibatterici, ma servono ancora studi clinici solidi per confermarne l’efficacia sull’uomo.

Alcuni studi sul CBG

Mentre la ricerca sul CBG al momento è limitata, gli studi esistenti suggeriscono che gli effetti del CBG possano essere diversi e apportare molti potenziali benefici in ambiti specifici. La maggior parte dei dati disponibili proviene da studi su animali o in vitro, che rappresentano un punto di partenza importante ma non ancora una prova definitiva di efficacia nell’uomo (2)(7).

Ricordiamo però che, se queste ricerche scientifiche sono promettenti, è importante sottolineare che ne sono necessarie molte altre e soprattutto studi clinici per comprendere appieno come funziona il CBG nel corpo e quindi per attestare che effettivamente il CBG sia efficace. Al momento possiamo dire che la direzione è interessante, ma non esistono ancora raccomandazioni ufficiali o linee guida terapeutiche basate sul CBG.

Il Cannabigerolo sembra essere in grado di avere potenzialità benefiche nelle seguenti condizioni (7)(11):

  • Malattie infiammatorie intestinali. Il CBG sembra ridurre l’infiammazione associata alle condizioni infiammatorie intestinali, secondo uno studio del 2013 condotto sui topi, in cui ha mostrato di diminuire la produzione di mediatori infiammatori e il danno tissutale.
  • Glaucoma. A differenza del CBD, che invece non sembra essere indicato per questo disturbo, il Cannabigerolo al contrario potrebbe essere efficace per alleviare i sintomi di questa malattia. Uno studio pubblicato nel 2008 suggerisce che il CBG pare essere utile nel trattamento del glaucoma perché riduce la pressione intraoculare, fattore di rischio chiave per la progressione della malattia.
  • Disfunzioni della vescica. Alcuni cannabinoidi sembrano influenzare le contrazioni della vescica. Uno studio del 2015 ha esaminato come cinque diversi cannabinoidi influenzano la vescica e ha concluso che il CBG è il più promettente nel trattamento delle disfunzioni della vescica, mostrando una riduzione significativa delle contrazioni anomale.
  • Malattia di Huntington. Secondo uno studio del 2015 che ha esaminato topi con una patologia neurodegenerativa chiamata malattia di Huntington, è emerso che il Cannabigerolo sembrerebbe avere proprietà neuroprotettive. Lo studio ha concluso che il CBG possa rappresentare un valido aiuto nel trattamento di altre condizioni neurodegenerative e, in generale, contribuire a un miglior funzionamento del sistema nervoso centrale.
  • Infezioni batteriche. Recentemente, nel 2020 una ricerca ha rivelato l’efficacia antibatterica del CBG, specialmente contro alcuni batteri Gram-negativi molto pericolosi, come ad esempio l’E. coli. Sembra infatti che il CBG, in combinazione con la polimixina B (un altro principio attivo dotato di attività antibiotica), possa avere enormi potenzialità per combattere i batteri più resistenti agli antibiotici, non solo perché li combatte efficacemente, ma anche perché non risulta che i batteri sviluppino una rapida resistenza al CBG.
  • Cancro. Uno studio del 2014 ha esaminato il cancro al colon nei ratti e ha concluso che il CBG potrebbe avere effetti positivi nella riduzione della crescita delle cellule cancerose e di altri tumori del colon. Si tratta però di dati molto preliminari che non possono essere tradotti in indicazioni terapeutiche per l’uomo.
  • Perdita di appetito. Uno studio del 2016 sui ratti ha suggerito che tra gli effetti positivi del CBG ci sia quello di stimolatore dell’appetito. Le sostanze chimiche che stimolano l’appetito potrebbero essere usate in futuro per aiutare coloro che hanno condizioni come l’HIV o il cancro e soffrono di marcata perdita di peso.
📋 In breve

Gli studi su animali e in vitro indicano che il CBG potrebbe aiutare in varie condizioni (intestino, glaucoma, vescica, neurodegenerazione, infezioni batteriche, appetito), ma non sostituisce terapie mediche e va considerato solo come supporto potenziale.

Prodotti di CBG

Per alcuni dei motivi spiegati all’inizio, non vi sono al momento molti prodotti di CBG in commercio e bisogna prestare attenzione a ciò che si acquista, perché spesso si può incappare in prodotti che in realtà non contengono davvero CBG o, per lo meno, non nella quantità dichiarata in etichetta. È sempre consigliabile verificare che il produttore sia in grado di esibire analisi di laboratorio aggiornate (certificati di analisi) effettuate da laboratori indipendenti (12).

In ogni caso si possono trovare diversi tipi di prodotti contenenti CBG; i più comuni sono l’olio di CBG e i Cristalli di CBG. In alcuni casi il CBG viene inserito anche in oli di CBD a spettro completo o in miscele specifiche, proprio per sfruttare il possibile effetto entourage tra i vari cannabinoidi.

L’olio di CBG può essere assunto come l’olio di CBD, per via sublinguale, e come abbiamo visto può essere un valido aiuto contro dolore, infiammazioni e contrazioni muscolari, secondo quanto suggerito dagli studi preclinici e dalle esperienze riportate dagli utenti (7). Le formulazioni ad olio permettono una buona modulazione del dosaggio e una relativa facilità di utilizzo nella routine quotidiana.

Per le stesse esigenze, ma con caratteristiche di somministrazione diverse, i Cristalli di CBG, essendo puri, sono insapori e possono essere aggiunti anche a cibi o bevande oppure vaporizzati con appositi dispositivi, a seconda delle indicazioni del produttore. Questa forma è particolarmente adatta a chi cerca dosaggi precisi e desidera evitare altri componenti presenti negli estratti a spettro completo.

Un particolare importante è la combinazione di CBG con il CBD: infatti i due cannabinoidi insieme rafforzano il cosiddetto effetto entourage, quindi se siete consumatori di CBD, un boost di CBG potrà potenzialmente portare a una maggiore sinergia tra i due composti e a un profilo di effetti più ampio (3). È comunque sempre consigliabile iniziare con dosaggi bassi e aumentare gradualmente, valutando la risposta individuale.

Se desiderate acquistare l'olio di CBD, potete trovarlo nella nostra collezione d'olio CBD, dove sono disponibili diverse concentrazioni e formulazioni, anche in abbinamento con altri fitocannabinoidi.

📋 In breve

Esistono oli e cristalli di CBG, spesso combinati con CBD per aumentare l’effetto entourage: è fondamentale scegliere marchi affidabili e consultare sempre le analisi di laboratorio dei prodotti.

Riassumendo per punti

  • Il CBG è un composto non psicoattivo e un precursore dei popolari cannabinoidi CBD e THC, motivo per cui viene definito “cannabinoide madre”.
  • Le ricerche sul CBG sono in aumento e le sue potenzialità di applicazione si stanno via via diffondendo, soprattutto in ambito infiammatorio, neurologico e antibatterico.
  • Le varietà commerciali di canapa hanno il CBG e il CBGA tra i cannabinoidi predominanti nelle prime fasi di sviluppo, ma con la maturazione gran parte del CBGA viene convertita in altri fitocannabinoidi.
  • Può esercitare azioni benefiche con potenziale terapeutico attraverso i recettori dei cannabinoidi e altri bersagli biologici. Pertanto il potenziale del CBG risulta essere promettente, dal momento che potrebbe essere un valido aiuto per patologie relative a infiammazioni intestinali (su modelli animali), disfunzioni della vescica e condizioni neurodegenerative, oltre a contrastare le infezioni batteriche e molti altri aspetti. Ma la ricerca deve ancora indagare in profondità l’interazione del CBG nell’organismo prima di trarre conclusioni definitive.
  • Ricerche e studi su larga scala sono essenziali per chiarire i potenziali benefici del CBG, definirne la sicurezza a lungo termine e stabilire linee guida di utilizzo basate su evidenze cliniche solide.
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Frequently Asked Questions

Quali sono i benefici potenziali del CBG per la salute?

Il CBG potrebbe offrire potenziali benefici come il rilassamento muscolare, effetti antinfiammatori e analgesici. È considerato un aiuto promettente per condizioni come le infiammazioni intestinali e potrebbe avere proprietà antibatteriche. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi effetti sull'uomo.

È sicuro combinare CBG e CBD?

Combinare CBG e CBD è generalmente considerato sicuro e può rafforzare l'effetto entourage, migliorando i benefici complessivi. È consigliabile iniziare con basse dosi e monitorare la risposta del proprio corpo. Prima di utilizzare nuovi integratori, è sempre bene consultare un professionista della salute.

Come funziona il CBG nel corpo umano?

Il CBG interagisce con il sistema endocannabinoide modulando la produzione di anandamide e influenzando la neurotrasmissione del GABA. Questo potrebbe influire sui livelli di dolore, infiammazione e sul rilassamento muscolare. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno questi meccanismi nel corpo umano.

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati del CBG?

Gli effetti del CBG possono variare a seconda della persona e delle condizioni di salute specifiche. Alcuni utenti potrebbero avvertire benefici in tempi relativamente brevi, mentre per altri potrebbe essere necessario un uso prolungato. È fondamentale seguire le indicazioni del produttore e consultare un esperto per risultati ottimali.

Quali sono le alternative al CBG per il supporto del benessere?

Altre alternative al CBG includono il CBD e il THC, noti per le loro proprietà terapeutiche in diversi ambiti. Varie formulazioni di oli o capsule combinano più cannabinoidi per massimizzare i benefici. Come sempre, è consigliabile discutere le opzioni con un medico specialista per determinare la scelta migliore basata sulle esigenze individuali.

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