Benefici del CBD per gli atleti di rugby: gestione del dolore, ansia e sonno
David ReichAggiornato:In breve:
Il CBD viene presentato come supporto naturale per i rugbisti, potenzialmente utile nel gestire dolore, infiammazione, ansia da prestazione e qualità del sonno, grazie all’interazione con il sistema endocannabinoide. Vengono citati esempi di giocatori che lo integrano nella routine quotidiana e le principali forme di assunzione (oli, topici, capsule). L’articolo sottolinea però limiti delle evidenze, necessità di consulenza medica, approccio graduale al dosaggio e pieno rispetto delle regole WADA, scegliendo solo prodotti certificati senza THC e senza sostituire le terapie tradizionali.
Introduzione al CBD e Rugby
Il rugby è uno sport intensivo e fisicamente impegnativo che richiede forza, resistenza e una grande quantità di resistenza mentale. La natura fisica del gioco può portare a infortuni, dolore e stress, che possono influire sulla performance degli atleti.
Contrasti, placcaggi e allenamenti ad alta intensità possono causare traumi ripetuti, infiammazione e affaticamento cronico. Per questo molti giocatori cercano soluzioni naturali che possano supportare il recupero senza gli effetti collaterali tipici di alcuni farmaci antidolorifici tradizionali.
Recentemente, il cannabidiolo (CBD), un composto estratto dalla pianta di cannabis, ha attirato l'attenzione per i suoi potenziali benefici per la salute, compresa la sua capacità di aiutare nella gestione del dolore, dell'ansia e del sonno (1)(2). Il CBD non è psicoattivo, cioè non provoca “sballo”, ed è per questo motivo che viene preso in considerazione da molti atleti professionisti.
Questo articolo esplora come il CBD può beneficiare gli atleti di rugby, analizzando il suo possibile ruolo nella gestione del dolore, nel supporto emotivo prima e dopo la gara e nel miglioramento della qualità del sonno. Vedremo anche quali attenzioni devono avere i giocatori in relazione ai regolamenti antidoping.
Se siete interessati, il CBD può essere acquistato come olio di CBD, capsule, prodotti topici o gomme da masticare, da integrare in modo mirato nella propria routine di recupero.

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I giocatori di rugby e il loro legame con il CBD
Tom Kruis
Il giocatore di rugby Tom Kruis è diventato un sostenitore del CBD nel mondo dello sport, sottolineando come questo integratore naturale faccia parte della sua routine di recupero. Una volta ha dichiarato: "CBD is an integral part of our recovery routine and has personally helped me with sleep." Questa affermazione evidenzia il crescente riconoscimento del CBD nella comunità sportiva, in quanto apprezzato come metodo naturale per favorire il recupero e migliorare il sonno.
Kruis è un esempio di atleti che apprezzano gli effetti positivi del CBD sulle loro prestazioni e sul loro benessere complessivo. Molti giocatori riferiscono di utilizzare il CBD dopo le partite o gli allenamenti più duri, per favorire il rilassamento muscolare, ridurre la percezione del dolore e “staccare” mentalmente dopo l’intensità della competizione.
Dominic Day
Dominic Day, noto giocatore di rugby, si è dichiarato un sostenitore del CBD. Spiega: "I use CBD in the morning and evening, almost like taking a multivitamin. I like to keep it in my system to get the benefits throughout the day." Questo approccio riflette il fatto che sempre più persone incorporano il CBD nella loro routine quotidiana per beneficiare potenzialmente delle sue proprietà calmanti ed equilibranti.
Inoltre, Dominic Day ha lanciato un'azienda produttrice di CBD insieme al suo collega Tom Kruis, attirando ulteriormente l'attenzione sui numerosi usi del cannabidiolo e aumentando la popolarità di questo prodotto naturale. La loro esperienza diretta come atleti professionisti rende il loro contributo particolarmente interessante per chi pratica sport di contatto.
Diversi rugbisti professionisti utilizzano il CBD come supporto quotidiano a recupero, rilassamento e qualità del sonno, contribuendo a normalizzarne l’uso nel mondo sportivo.
Il CBD e il Corpo
Il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide (ECS) del corpo, un sistema di neurotrasmettitori che regola una serie di funzioni corporee, tra cui il sonno, l'umore, il dolore e la risposta immunitaria (3). L’ECS è composto da recettori (CB1 e CB2), endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo e enzimi che ne regolano la degradazione.
Il CBD non si lega in modo diretto ai recettori come fa il THC, ma sembra modularne l’attività e influenzare altri sistemi, come quello serotoninergico e i recettori del dolore (4). In questo modo può contribuire a riportare in equilibrio alcuni processi quando sono alterati dallo stress fisico o psicologico tipico degli sport di contatto.
Il risultato è un potenziale effetto regolatore sull'ECS, che potrebbe tradursi in benefici legati alla percezione del dolore, alla gestione dell’infiammazione, alla regolazione dell’umore e alla qualità del sonno.
Il CBD agisce in modo indiretto sul sistema endocannabinoide, contribuendo a modulare dolore, infiammazione, umore e sonno senza effetti psicoattivi tipici del THC.
Il CBD e la Gestione del Dolore
Il rugby è uno sport che può causare molto dolore e infiammazione a causa della sua natura fisica. Placcaggi, scontri e microtraumi ripetuti possono portare a dolori muscolari, articolari e tendinei sia acuti che cronici.
Il CBD ha proprietà anti-infiammatorie e analgesiche che possono aiutare a gestire il dolore e l'infiammazione (1)(5). Alcune ricerche suggeriscono che il CBD possa influenzare i mediatori dell’infiammazione e modulare la trasmissione dei segnali dolorosi a livello del sistema nervoso.
Per i giocatori di rugby, questo può tradursi in un supporto durante la fase di recupero dopo le partite o gli allenamenti intensi. L’uso di prodotti topici a base di CBD, come gel o creme, può essere particolarmente interessante per intervenire in modo mirato su muscoli o articolazioni sovraccarichi.
Questo può aiutare gli atleti di rugby a recuperare più rapidamente dagli infortuni minori e a mantenere un livello di performance ottimale, potenzialmente riducendo il ricorso frequente ad antidolorifici tradizionali, sempre previa valutazione medica.

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Grazie alle sue potenziali proprietà antinfiammatorie e analgesiche, il CBD può essere un alleato nella gestione dei dolori muscolari e articolari tipici del rugby.
Il CBD e l'Ansia
La pressione della competizione può causare ansia e stress negli atleti, soprattutto a livelli agonistici. Aspettative elevate, paura dell’infortunio o del risultato possono influire negativamente sulla concentrazione e sulla resa in campo.
Il CBD ha dimostrato di avere effetti ansiolitici in diversi studi preliminari, che indicano un possibile supporto nel ridurre l’ansia da prestazione e nel migliorare la gestione dello stress (2)(6). Agendo su specifici recettori coinvolti nella regolazione dell’umore, potrebbe contribuire a una maggiore sensazione di calma.
Per gli atleti di rugby, questo può significare affrontare partite importanti con più lucidità, riducendo la tensione e favorendo la capacità di prendere decisioni veloci in campo. È importante sottolineare che il CBD non sostituisce un eventuale supporto psicologico o psicoterapeutico, ma può essere valutato come parte di una strategia più ampia di benessere mentale.
Il CBD può aiutare alcuni atleti a gestire meglio ansia e stress legati alla competizione, favorendo calma e concentrazione, sempre nell’ambito di un percorso completo di benessere.
Il CBD e il Sonno
Un buon sonno è essenziale per il recupero e la performance degli atleti: durante le ore notturne avvengono la rigenerazione muscolare, il consolidamento della memoria e l’equilibrio ormonale.
Allenamenti in tarda serata, viaggi, adrenalina pre e post partita e dolori fisici possono disturbare il riposo dei giocatori di rugby. Il CBD può aiutare a regolare i cicli del sonno, migliorando la qualità del sonno e aiutando gli atleti a riposarsi e recuperare adeguatamente (7).
Alcuni studi suggeriscono che il CBD possa ridurre la difficoltà ad addormentarsi in persone con ansia e migliorare la percezione soggettiva del sonno. Per gli atleti, una routine serale che includa CBD sotto forma di olio o capsule, in accordo con il parere del medico, potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo al classico igiene del sonno (evitare schermi, pasti pesanti e caffeina prima di coricarsi).
Un sonno migliore è fondamentale per il recupero: il CBD può contribuire a ridurre fattori come dolore e ansia che disturbano il riposo notturno.
Il CBD e la WADA
La World Anti-Doping Agency (WADA) ha rimosso il CBD dall'elenco delle sostanze proibite nel 2018, permettendo agli atleti di utilizzarlo durante le competizioni (8). Tuttavia, il THC e la maggior parte degli altri cannabinoidi presenti nella cannabis rimangono sostanze vietate.
Gli atleti devono essere consapevoli che la maggior parte dei prodotti a base di CBD contengono tracce di THC, una sostanza ancora proibita dalla WADA oltre una certa soglia. Pertanto, è importante utilizzare solo prodotti a base di CBD che siano certificati come privi di THC (broad spectrum o isolato di CBD) e che dispongano di analisi di laboratorio aggiornate.
Per chi pratica rugby ad alto livello, è fondamentale:
- Verificare i certificati di analisi (COA) del prodotto;
- Scegliere marchi trasparenti e affidabili;
- Confrontarsi con il medico di squadra o con un esperto di normativa antidoping prima di introdurre il CBD nella routine.
Conclusione
In conclusione, il CBD può offrire una serie di potenziali benefici per gli atleti di rugby, tra cui la gestione del dolore, la riduzione dell'ansia e il miglioramento del sonno. Grazie alla sua interazione con il sistema endocannabinoide, rappresenta una possibile opzione naturale di supporto al recupero fisico e al benessere mentale.
Tuttavia, è importante iniziare con una bassa dose di CBD, aumentandola gradualmente se necessario, e monitorare attentamente la risposta del corpo. Ogni atleta è diverso, e ciò che funziona per uno potrebbe non essere adatto a un altro.
Inoltre, chi compete a livello agonistico deve tenere in grande considerazione la normativa antidoping: ricordate sempre di utilizzare solo prodotti a base di CBD che siano certificati come privi di THC per evitare problemi con la WADA e, in caso di dubbi, confrontatevi con un professionista sanitario.
Infine, il CBD non sostituisce mai le cure mediche tradizionali o la riabilitazione fisioterapica dopo un infortunio: va visto come un potenziale supporto complementare, da inserire responsabilmente all’interno di uno stile di vita sano, un’alimentazione equilibrata e un programma di allenamento ben strutturato.
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