Quando dovrebbe iniziare ad assumere omega-3 durante la gravidanza?
Leila WehrhahnAggiornato:In breve:
L’articolo spiega il ruolo essenziale degli omega‑3, in particolare del DHA, per lo sviluppo cerebrale, visivo e immunitario del feto e per il benessere materno. Suggerisce di ottimizzarne l’apporto già prima del concepimento, tramite pesce azzurro o integratori (anche da alghe), da assumere sempre durante i pasti contenenti grassi. Evidenzia i possibili rischi di carenza in gravidanza, raccomanda una supplementazione continuativa fino alla fine dell’allattamento e sottolinea l’importanza di definire dosaggio, durata e fonte insieme al medico.
Omega-3 in Gravidanza
L'assunzione di omega-3 è fondamentale per la salute, soprattutto durante la gravidanza. Ma quando è il momento giusto per iniziare a integrarli? È consigliabile che una futura mamma inizi a prendersi cura del proprio apporto di omega-3 ancor prima della gravidanza, per garantire che sia in ottime condizioni quando concepisce.
Gli omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), sono acidi grassi polinsaturi essenziali, cioè non possono essere prodotti in quantità sufficienti dal nostro organismo e devono quindi essere introdotti con la dieta o con integratori specifici (1). Durante la gravidanza il fabbisogno di DHA aumenta perché il feto utilizza questo nutriente per lo sviluppo del cervello, del sistema nervoso e della retina (2).
Per questo motivo molte linee guida internazionali suggeriscono di assicurarsi un adeguato apporto di pesce azzurro (come salmone, sgombro, sardine) o di integratori di olio di pesce o olio di alghe, già nella fase pre-concezionale. Questo permette di costruire “riserve” materne di DHA che il bambino utilizzerà soprattutto nel terzo trimestre di gravidanza, quando la crescita cerebrale è particolarmente rapida (2).
Se la dieta abituale è povera di pesce e di altre fonti di omega-3, può essere utile confrontarsi con il proprio medico o ginecologo per valutare l’introduzione di un integratore specifico: la scelta del momento giusto e del dosaggio adatto dovrebbe sempre essere personalizzata in base allo stato di salute e alle esigenze della futura mamma.
È importante anche distinguere tra diverse fonti di omega-3: gli ALA (acido α-linolenico) contenuti in semi di lino, noci o chia sono utili, ma solo una piccola parte viene trasformata in EPA e DHA; per la gravidanza, quindi, è spesso consigliata una fonte diretta di DHA, come l’olio di pesce purificato o l’olio di alghe (3).

