Come viene prodotta la vitamina D3?

Leila WehrhahnAggiornato:

In breve:

La vitamina D3 è essenziale per ossa, denti, muscoli e sistema immunitario e agisce anche come ormone. Può essere assunta da fonti animali (lanolina, olio di fegato di pesce) o vegetali (licheni per la D3, funghi e lieviti per la D2), ed è prodotta industrialmente irradiando il precursore con raggi UV e purificando il colecalciferolo. L’organismo la sintetizza tramite esposizione ai raggi UVB, ma in Europa sono frequenti carenze: alimentazione mirata, esposizione solare controllata e, se necessario, integratori sotto controllo medico aiutano a mantenere livelli adeguati.

La vitamina D3, o colecalciferolo, è un nutriente essenziale che supporta una miriade di funzioni corporee, tra cui l'assimilazione del calcio per la salute delle ossa, dei denti e il corretto funzionamento del sistema immunitario (1). È considerata una vitamina “particolare”, perché si comporta anche come un ormone e partecipa alla regolazione di oltre 200 geni coinvolti in molte funzioni metaboliche (2). Vediamo in modo più dettagliato come viene prodotta la vitamina D3 e perché è così importante per il nostro benessere complessivo.

Dal punto di vista chimico, la vitamina D3 appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili, cioè si scioglie nei grassi e viene assorbita insieme ai lipidi introdotti con l’alimentazione. Per questo, quando assunta tramite integratori o alimenti fortificati, è consigliabile consumarla durante un pasto che contenga una quota di grassi, per favorirne l’assorbimento intestinale (3). La forma D3 è generalmente considerata più efficace nell’aumentare e mantenere adeguati livelli di 25(OH)D nel sangue rispetto alla forma vegetale più comune D2 (ergocalciferolo) (4).

Un adeguato apporto di vitamina D3 è fondamentale in tutte le fasi della vita: nei bambini per lo sviluppo corretto dell’apparato scheletrico, negli adulti per il mantenimento della massa ossea e la prevenzione dell’osteoporosi, negli anziani per ridurre il rischio di fratture e supportare la funzione muscolare e l’equilibrio (5). Inoltre, livelli sufficienti di vitamina D sono associati a una migliore risposta immunitaria e a una riduzione del rischio di infezioni respiratorie (6).

Nonostante l’importanza di questa vitamina, in Europa e anche in Italia una parte significativa della popolazione presenta livelli di vitamina D inferiori a quelli considerati ottimali, soprattutto nei mesi invernali, nelle persone che si espongono poco al sole o che hanno la pelle più scura, e negli anziani (7). In questi casi, oltre a un’esposizione solare adeguata e a una dieta bilanciata, può essere utile valutare con il medico l’eventuale ricorso a integratori di vitamina D3.

È quindi utile conoscere le diverse modalità con cui la vitamina D3 può essere ottenuta: da fonti animali, da fonti vegetali, tramite processi industriali e, naturalmente, grazie alla sintesi cutanea dovuta alla luce solare.

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Da dove proviene la vitamina D3?

La vitamina D3 si ottiene sia da fonti animali che vegetali. Può essere estratta dalla lanolina, un prodotto derivato dal grasso della lana di pecora, che contiene elevate quantità di 7-deidrocolesterolo, il precursore della vitamina D3 (8). Questo composto, una volta sottoposto a luce ultravioletta, si converte in colecalciferolo, che viene poi purificato e utilizzato per la produzione di integratori.

Allo stesso modo, alcuni licheni, organismi che uniscono funghi e alghe, offrono una versione vegetale di vitamina D3. Si tratta di una fonte particolarmente interessante perché non richiede l’uso di prodotti di origine animale e permette la produzione di integratori D3 certificati vegani. Dal punto di vista della sostenibilità, molti produttori selezionano specie di licheni coltivate o raccolte in modo controllato, per ridurre l’impatto ambientale.

È importante sottolineare che la vitamina D3 estratta dai licheni è identica da un punto di vista chimico a quella derivata da fonti animali, garantendo la stessa disponibilità per il nostro organismo. Questo significa che, a parità di dosaggio, la forma D3 di origine vegetale può essere considerata equivalente a quella di origine animale in termini di assorbimento e capacità di aumentare i livelli di vitamina D nel sangue (4).

📋 In breve

La vitamina D3 può derivare sia da lanolina (origine animale) sia da licheni (origine vegetale), ma in entrambe le forme è chimicamente identica e ugualmente efficace.

Come viene prodotta la vitamina D a livello industriale?

Nei processi industriali, la vitamina D3 si produce esponendo il 7-deidrocolesterolo alla luce ultravioletta B e C, seguita da un accurato processo di purificazione (8). Il 7-deidrocolesterolo viene in genere ottenuto dalle lanoline delle pecore o da altri sottoprodotti di origine animale ricchi di questo precursore. Attraverso l’irraggiamento UV, la molecola subisce una trasformazione strutturale che porta alla formazione di colecalciferolo, ovvero la vitamina D3 attiva.

In alternativa, per alcuni prodotti specifici, si possono utilizzare come materiale di partenza gli organi dei pesci, in particolare il fegato, naturalmente ricco di vitamina D3. In questo caso, l’olio di fegato di pesce viene lavorato e purificato per isolare la vitamina D3, che viene poi standardizzata in termini di concentrazione e utilizzata come ingrediente per integratori o alimenti fortificati.

Dopo la fase di irraggiamento o di estrazione dagli oli animali, la vitamina D3 viene sottoposta a più passaggi di purificazione e cristallizzazione per eliminare impurità e sottoprodotti di reazione. Il risultato è una forma altamente concentrata e stabile di colecalciferolo, che può essere dosata con precisione in gocce, capsule, compresse o aggiunta a determinati alimenti. Ulteriori informazioni su come viene prodotta la vitamina D3 possono essere trovate qui.

📋 In breve

A livello industriale, la vitamina D3 si ottiene irradiando il precursore 7-deidrocolesterolo con raggi UV e purificando il prodotto finale, oppure estraendola da oli di fegato di pesce.

Come si ottiene la vitamina D di origine vegetale?

La vitamina D di origine vegetale si ottiene in gran parte dai licheni e dalle alghe. Nel caso della vitamina D3 vegetale, vengono selezionate specie di licheni naturalmente ricche di precursori della vitamina D, che vengono poi esposte a luce UV per convertirli in colecalciferolo, in modo analogo a quanto avviene per le fonti animali (9). Successivamente, si procede a estrazione, purificazione e standardizzazione, fino a ottenere una materia prima adatta alla produzione di integratori.

Per la vitamina D2, invece, vengono spesso utilizzati funghi o lieviti (come il lievito di birra), che producono ergosterolo. Questo composto, irradiato con raggi UV, si trasforma in ergocalciferolo (vitamina D2), una forma di vitamina D di origine esclusivamente vegetale. La vitamina D2 è ampiamente impiegata per la fortificazione di alcuni alimenti (come bevande vegetali o cereali per la colazione) e può contribuire a migliorare l’apporto complessivo di vitamina D nella dieta (10).

Queste fonti rappresentano un'opzione particolarmente importante per i vegani e per tutte le persone che non consumano prodotti animali o desiderano ridurre il loro impatto ambientale. È utile, tuttavia, leggere sempre le etichette per verificare se un integratore contiene vitamina D2 o D3 e di quale origine (animale o vegetale), in modo da scegliere il prodotto più coerente con le proprie esigenze etiche e nutrizionali.

Nonostante sia derivata da fonti diverse, la vitamina D vegetale può offrire gli stessi benefici di quella animale sulla salute delle ossa e del sistema immunitario, soprattutto quando si utilizza la forma D3 di origine vegetale, oggi sempre più diffusa sul mercato (4,9).

📋 In breve

La vitamina D vegetale si ottiene principalmente da licheni (D3) e da funghi o lieviti (D2) e rappresenta una valida alternativa per chi segue un’alimentazione vegana.

Si può produrre la vitamina D da soli?

Sì, il corpo umano ha la notevole capacità di produrre la vitamina D da solo. A differenza di tutte le altre vitamine, l'organismo può sintetizzare la vitamina D attraverso l'esposizione alla luce solare, in particolare ai raggi UVB (11). Quando la pelle viene esposta al sole, il 7-deidrocolesterolo presente nello strato cutaneo si trasforma in previtamina D3, che poi viene convertita in vitamina D3 attiva attraverso reazioni termiche e successive trasformazioni nel fegato e nei reni.

La quantità di vitamina D prodotta dipende da diversi fattori: ora del giorno, stagione, latitudine, colore della pelle, età, uso di creme solari e superficie corporea esposta. In generale, durante la tarda primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, una moderata esposizione al sole (braccia e gambe scoperte) per circa 10–30 minuti, alcune volte alla settimana, può contribuire significativamente ai livelli di vitamina D, tenendo sempre conto del proprio fototipo e senza rischiare scottature (11,12).

Nei mesi invernali, alle latitudini di gran parte dell’Europa, l’angolo dei raggi solari è tale per cui la produzione cutanea di vitamina D è molto ridotta o quasi nulla. In queste situazioni, diventano ancora più importanti l’alimentazione (pesce grasso, uova, alimenti fortificati) e, se necessario, l’uso di integratori di vitamina D3, da assumere sempre su indicazione del medico, soprattutto in presenza di fattori di rischio o carenze accertate attraverso esami del sangue (7,13).

Quindi, una moderata esposizione al sole può certamente contribuire ai tuoi livelli di vitamina D, ma non sempre è sufficiente a coprire il fabbisogno individuale, soprattutto in alcune fasce di popolazione (anziani, persone con pelle scura, chi lavora sempre in ambienti chiusi). In questi casi, il consulto con il professionista della salute è fondamentale per valutare il fabbisogno e, se necessario, scegliere il dosaggio e la forma di integrazione più adatta. Scopri di più su come il corpo produce vitamina D.

📋 In breve

L’organismo produce vitamina D3 grazie ai raggi UVB del sole, ma la quantità sintetizzata varia molto da persona a persona e spesso può essere necessario ricorrere anche a dieta e integratori.

Conclusione

La vitamina D è un nutriente indispensabile per la salute umana: contribuisce alla salute di ossa e denti, al buon funzionamento del sistema immunitario e partecipa a numerosi processi metabolici (1,2). Che sia ricavata da fonti animali, vegetali o prodotta dal nostro organismo attraverso l'esposizione solare, la sua importanza rimane indiscutibile.

Comprendere da dove proviene la vitamina D3, come viene prodotta a livello industriale e in che modo il nostro corpo la sintetizza naturalmente ci aiuta a fare scelte più consapevoli. Valutare l’esposizione al sole, curare l’alimentazione e, quando necessario, considerare l’integrazione sotto controllo medico sono passi fondamentali per mantenere livelli adeguati di vitamina D e supportare il nostro benessere a lungo termine.

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Domande frequenti

Quali sono i benefici dell'assunzione di vitamina D3?

La vitamina D3 supporta la salute delle ossa e dei denti, migliora la risposta immunitaria e riduce il rischio di infezioni respiratorie. È essenziale per il corretto sviluppo del sistema scheletrico nei bambini e per il mantenimento della massa ossea negli adulti.

Quanto tempo serve per aumentare i livelli di vitamina D3 nel sangue?

Il tempo necessario per aumentare i livelli di vitamina D3 nel sangue dipende dalle dosi assunte e dalla forma di vitamina utilizzata. La forma D3 è generalmente più efficace della D2 nell'aumentare i livelli di 25(OH)D nel sangue.

La vitamina D3 è sicura per gli anziani?

Sì, la vitamina D3 è sicura per gli anziani e può ridurre il rischio di fratture, migliorare la funzione muscolare e l'equilibrio. Tuttavia, è importante consultare un medico per determinare il dosaggio adeguato.

Come posso migliorare l'assorbimento della vitamina D3?

Per migliorare l'assorbimento della vitamina D3, è consigliabile assumerla con un pasto che contenga grassi, poiché è una vitamina liposolubile. Questo ne facilita l'assorbimento intestinale.

Esistono alternative vegane alla vitamina D3 di origine animale?

Sì, esistono integratori vegani di vitamina D3 ricavati dai licheni, che sono chimicamente identici a quelli di origine animale. Rappresentano un'ottima alternativa per chi segue una dieta vegana.

Come abbiamo redatto questo articolo:

Fonti

Il contenuto dei nostri articoli si basa su studi sottoposti a revisione tra pari, istituti di ricerca accademica e riviste mediche. Utilizziamo esclusivamente fonti attendibili e di alta qualità per garantire l'accuratezza e l'integrità dei nostri contenuti.

  • [1] Rosen CJ Vitamin D and Bone Health , The New England Journal of Medicine
    www.nejm.org/
  • [2] Holick MF Vitamin D: Physiology, Molecular Biology, and Clinical Applications , Humana Press
    link.springer.com/
  • [3] Christakos S et al. Vitamin D: importance in the regulation of calcium homeostasis , Journal of Biological Chemistry
    www.jbc.org/
  • [4] Tripkovic L et al. Relative Efficacy of Vitamin D2 and Vitamin D3 in Humans , The American Journal of Clinical Nutrition
    academic.oup.com/ajcn
  • [5] Weaver CM et al. Vitamin D and osteoporosis in older adults , Current Osteoporosis Reports
    link.springer.com/
  • [6] Martineau AR et al. Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory tract infections , BMJ
    www.bmj.com/
  • [7] Cashman KD et al. Vitamin D deficiency in Europe: pandemic? , The American Journal of Clinical Nutrition
    academic.oup.com/ajcn
  • [8] De Luca HF Industrial production of vitamin D3 from 7-dehydrocholesterol , Vitamins & Hormones
    www.sciencedirect.com/
  • [9] O’Donnell S Lichen as a source of vitamin D3 for vegans , Nutrients
    www.mdpi.com/
  • [10] Cardwell G et al. UV-irradiated mushrooms as a source of vitamin D2 , Nutrients
    www.mdpi.com/
  • [11] Holick MF Cutaneous synthesis of vitamin D: effects of UV radiation and skin type , Advances in Experimental Medicine and Biology
    link.springer.com/
  • [12] Wacker M, Holick MF Sunlight and vitamin D for bone health and prevention of autoimmune diseases , Dermato-Endocrinology
    www.tandfonline.com/
  • [13] Pludowski P et al. Guidelines for preventing and treating vitamin D deficiency , Endokrynologia Polska
    journals.viamedica.pl/
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