Quali probiotici aiutano la psoriasi? Una guida
Leila WehrhahnAggiornato:In breve:
La psoriasi è legata a squilibri del microbioma intestinale e cutaneo, che aumentano l’infiammazione. Probiotici specifici (soprattutto ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium) possono supportare l’asse intestino‑pelle e la barriera intestinale, offrendo un aiuto complementare alle terapie mediche. Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, grassi buoni e povera di zuccheri, insieme a un’adeguata idratazione, aiuta a colmare carenze frequenti di vitamine antiossidanti e vitamina D. Probiotici orali e ingredienti topici postbiotici possono essere utili anche per eczema e dermatiti, sempre sotto controllo del dermatologo.
La psoriasi è una malattia cutanea cronica e infiammatoria che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. È caratterizzata da placche arrossate e desquamanti che possono causare prurito, dolore e forte impatto sulla qualità di vita. Negli ultimi anni, il ruolo dei probiotici nel trattamento della psoriasi ha acquisito sempre più importanza, poiché è stata sostenuta con crescente evidenza la teoria dell'asse intestino-pelle (1). Questo articolo esamina la relazione tra psoriasi e microbioma intestinale, illustra quali probiotici possono essere utili e sottolinea l’importanza di uno stile di vita complessivo che supporti la salute della pelle.
Numerose ricerche hanno evidenziato come il microbiota intestinale – l’insieme dei batteri “buoni” che popolano l’intestino – sia in grado di modulare il sistema immunitario e l’infiammazione sistemica, fattori centrali nello sviluppo e nelle riacutizzazioni della psoriasi (2). Un equilibrio alterato del microbioma (disbiosi) è stato riscontrato con più frequenza nelle persone affette da psoriasi rispetto ai soggetti sani.
Allo stesso modo, anche il microbioma cutaneo – cioè la comunità di microrganismi che vivono sulla pelle – risulta modificato in presenza di psoriasi. Questo ha portato i ricercatori a ipotizzare che intervenire sia a livello intestinale, sia a livello cutaneo, possa contribuire a migliorare i sintomi e ridurre i focolai infiammatori.
In questo contesto, l’utilizzo di probiotici selezionati rappresenta un possibile supporto complementare alle terapie convenzionali (come farmaci topici, sistemici o biologici), senza sostituirle. È quindi importante considerare i probiotici come parte di un approccio integrato che includa dieta equilibrata, adeguata idratazione, gestione dello stress e indicazioni del medico specialista.
Di seguito vediamo più nel dettaglio quali collegamenti esistono tra intestino e pelle, quali nutrienti possono mancare in caso di psoriasi e quali ceppi probiotici risultano più studiati per i problemi cutanei.

Probiotici
Lo specchio del corpo: l'intestino e la pelle
Esiste un chiaro collegamento tra la salute dell'intestino e quella della pelle. Quando l’equilibrio del microbiota intestinale viene alterato (per esempio da dieta squilibrata, stress, farmaci o infezioni), possono aumentare i livelli di infiammazione sistemica e la permeabilità intestinale, con il passaggio nel sangue di molecole pro‑infiammatorie che possono contribuire ad aggravare condizioni come la psoriasi (2).
Nella psoriasi, anche la diversità microbiologica della pelle è notevolmente alterata. Studi hanno riscontrato una sottorappresentazione di batteri come Cutibacterium, Burkholderia e lactobacilli e una sovrarappresentazione di altri batteri come Corynebacterium, Neisseria, Finegoldia e alcuni funghi nelle aree colpite (3). Questa alterazione del microbioma cutaneo può favorire l’infiammazione locale, la secchezza e la desquamazione tipiche della malattia.
Psoriasi e microbioma sono strettamente collegati: squilibri nei batteri intestinali e cutanei possono aumentare l’infiammazione e peggiorare i sintomi sulla pelle.
Cosa manca nel corpo in caso di psoriasi?
Nelle persone affette da psoriasi, l'organismo spesso manca di nutrienti importanti, tra cui le vitamine A, C, D ed E, che svolgono un ruolo essenziale nella funzione immunitaria, nella rigenerazione cellulare e nella protezione antiossidante (4). Carenze di vitamina D, in particolare, sono state osservate con frequenza maggiore nei pazienti psoriasici rispetto alla popolazione generale.
I fitonutrienti derivati da frutta e verdura – come polifenoli, carotenoidi e flavonoidi – possono contribuire a ridurre lo stress ossidativo e modulare l’infiammazione, riducendo il rischio di focolai e stabilizzando la barriera cutanea (5). Integrare quotidianamente una buona varietà di frutta e verdura di stagione è quindi una strategia semplice ma preziosa.
Pertanto, una dieta adeguata ed equilibrata, ricca di alimenti integrali, grassi buoni (come quelli presenti in pesce azzurro, frutta secca e oli vegetali di qualità) e povera di zuccheri raffinati e grassi trans, può svolgere un ruolo significativo nel supportare il trattamento della psoriasi a fianco delle terapie prescritte dal medico.
In caso di psoriasi sono frequenti carenze di vitamine antiossidanti e vitamina D: una dieta varia e ricca di vegetali può aiutare a sostenere la pelle e il sistema immunitario.
Quali probiotici sono buoni per la pelle?
L'assunzione di specifici ceppi di batteri probiotici può influenzare positivamente il microbioma della pelle, agendo in particolare sull’asse intestino-pelle e sul sistema immunitario. Gli studi suggeriscono che ceppi probiotici come Lactobacillus acidophilus W22, W37 e W55, così come Bifidobacterium bifidum W23, possono promuovere particolarmente la salute della pelle grazie alla loro capacità di modulare la risposta infiammatoria e favorire l’integrità della barriera intestinale (2,3).
Questi ceppi sono spesso inclusi in formulazioni multiceppo studiate per supportare non solo l’equilibrio intestinale, ma anche condizioni cutanee caratterizzate da infiammazione cronica, come psoriasi ed eczema. È importante scegliere prodotti di qualità, con indicazione chiara dei ceppi utilizzati e del numero di batteri vivi (CFU), e seguire le modalità d’uso riportate in etichetta.
In generale, i probiotici non sostituiscono le terapie dermatologiche, ma possono rappresentare un utile complemento soprattutto nei percorsi di gestione a lungo termine, in accordo con il parere del dermatologo o del medico curante.
Alcuni ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium possono sostenere il microbioma intestinale e ridurre l’infiammazione, offrendo un supporto complementare alla salute della pelle.
Quali probiotici per l'eczema?
Gli stessi probiotici possono anche aiutare nel trattamento dell'eczema seborroico e di altre forme di dermatite. Studi clinici hanno mostrato che sia un principio attivo applicato esternamente (da un estratto non vivente del batterio Vitreoscilla filiformis) sia un probiotico assunto per via orale (Lactobacillus paracasei) hanno migliorato i sintomi e ridotto arrossamenti e infiammazioni cutanee (6).
Questi risultati suggeriscono che l’utilizzo combinato di probiotici orali e ingredienti probiotici o postbiotici in preparazioni topiche potrebbe offrire benefici aggiuntivi per chi soffre di pelle sensibile, secca e a tendenza atopica. Anche in questo caso, l’impiego di tali prodotti dovrebbe avvenire in accordo con il dermatologo, soprattutto in presenza di lesioni estese o di terapie farmacologiche in corso.
Cosa bere per la psoriasi?
Un adeguato apporto di liquidi è fondamentale per la salute generale e, indirettamente, anche per la pelle. Consumando almeno 1,5–2 litri di acqua o bevande non zuccherate al giorno – salvo diversa indicazione medica – si assicura una sufficiente idratazione, che contribuisce a mantenere l’elasticità e la funzionalità della barriera cutanea (7).
Oltre all’acqua, possono essere utili tisane non zuccherate, come quelle a base di camomilla, finocchio o rooibos. È invece consigliabile limitare il consumo di bevande zuccherate, alcolici e superalcolici, che possono favorire la disidratazione e, in alcuni casi, peggiorare l’infiammazione.
Mantenere una buona idratazione quotidiana con acqua e bevande non zuccherate aiuta a sostenere la barriera cutanea e il benessere generale.
Quale vitamina manca nella psoriasi?
Oltre agli acidi grassi Omega-3 con proprietà anti-infiammatorie, anche diverse vitamine possono contribuire a migliorare la condizione della pelle. Le vitamine A, C, D ed E, così come i fitonutrienti, hanno un ruolo importante nel contrastare lo stress ossidativo e nel sostenere la funzione immunitaria, fattori chiave nella gestione della psoriasi (4,5).
La vitamina D è particolarmente interessante: molte linee guida sottolineano la sua importanza per il sistema immunitario e la regolazione della crescita delle cellule cutanee, tanto che derivati della vitamina D vengono utilizzati anche in alcune terapie topiche per la psoriasi (4). Tuttavia, l’eventuale integrazione orale di vitamina D o di altri micronutrienti dovrebbe sempre essere valutata insieme al medico, sulla base di esami del sangue e del quadro clinico complessivo.
Quali batteri intestinali per i problemi della pelle?
L'assunzione di particolari ceppi batterici può influenzare positivamente il microbioma della pelle attraverso la modulazione del microbiota intestinale. I ceppi probiotici come Lactobacillus acidophilus W22, W37 e W55, così come Bifidobacterium bifidum W23, sono stati associati a una migliore salute della pelle e a una riduzione degli stati infiammatori in diversi studi (2,3).
I risultati della ricerca suggeriscono che questi ceppi potrebbero essere particolarmente benefici per le persone con problemi di pelle, inclusa la psoriasi, quando inseriti all’interno di un programma di cura globale che comprenda alimentazione equilibrata, corretta idratazione, eventuali terapie farmacologiche e gestione dello stress. Prima di iniziare un integratore probiotico, è comunque opportuno confrontarsi con il proprio medico o farmacista, soprattutto in presenza di patologie croniche o terapie in corso.
Alcuni ceppi specifici di Lactobacillus e Bifidobacterium sono stati studiati per i problemi di pelle e possono essere utili se inseriti in un percorso di cura personalizzato.
Conclusione
In conclusione, esiste un stretto legame tra la salute dell'intestino e quella della pelle, e l'applicazione di questa conoscenza può aiutare nel trattamento di malattie come la psoriasi. I probiotici specifici, insieme a un'adeguata idratazione e a una dieta equilibrata ricca di micronutrienti e fitocomposti, possono contribuire significativamente a migliorare la salute della pelle e a supportare le terapie convenzionali.
È sempre consigliabile discutere eventuali modifiche alla dieta o l'assunzione di integratori alimentari, inclusi probiotici, omega-3 e vitamine, con un medico o un dermatologo. Un professionista potrà valutare la situazione individuale, suggerire gli esami necessari per identificare eventuali carenze e costruire un percorso di cura personalizzato e sicuro.
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